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Review by Neri Pollastri

Review by Alceste Ayroldi

Listening to "Syria" by Carlo Maria Nartoni you can perceive a tranquility that dialogues with a creative voluptuousness. It is in this duality that, in my opinion, space and strength naturally coexist.

                                               

Paolo Fresu  

" Among the young pianists who have played with my group, I have a vivid and precise memory of the natural talent of Nartoni who is gifted with an original and personal approach to pieces, enriching them, whether he is accompanying or is improvising in his tasteful, wonderful and elegant manner..."                                                              Franco Ambrosetti                                   

" Nell’ascolto di “Syria" di Carlo Maria Nartoni si percepisce una tranquillità che dialoga con una voluttà creativa. É in questa dualità che, a mio avviso,

convivono con naturalezza spazio e forza. "                                                    

Paolo Fresu

 

 

"Tra i giovani pianisti che hanno suonato nel mio gruppo ho un ricordo forte e preciso del talento naturale di Nartoni, dotato di un approccio originale e personale ai brani che arricchisce sia quando accompagna che quando improvvisa con gusto, fantasia ed eleganza... "                                                      

Franco Ambrosetti

RSI Rete Due Le Note Blu - 11 febbraio 2018
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1/1

" At Nartoni's fingertips a piano ceases to exist as just an instrument, it seems to disintegrate and take on multiple, infinite and dazzling qualities."

Arrigo Cappelletti


 


" ...his talent is strong and his music generous, open, courageous. "

Mario Gamba (Alias)


" Syria is a very successful work that blends with great balance the northern European aesthetics, compositional lyricism and a great freedom of execution,
...seventy-two minutes of ever-changing and surprising music. "

Neri Pollastri (All About Jazz)


" Nartoni's touch is lyrical, full of history that draws as much from jazz as from classical music. "

Alceste Ayroldi (Musica Jazz)


" There is the light and sophisticated touch, the lyrical phrasing, the unconditional immersion and a sense of dynamism. Nartoni opens the wonder chambers of lyrical sounds and always remains in control. He knows about his potential and does not want to exhaust it prematurely. With catchy chords he generates rhythm or lets the melodies mature in atmospheric cycles.
You can hear the concentration of a trio on the album, which gets involved. One senses the musicians' respect for the freedom of the moment, but does not feel any hesitation. It is a free exchange of ideas, which can always develop organically thanks to a spontaneous basic familiarity. The trio never plays itself into excess, but processes the jazz influences, the delicate timbres and also the more abstract tonalities in steady and well-dosed flows.(…)
It is a rich listening experience. With heartfelt melodies, chasing impulses, sound plays and also the willingness to trust the space between the subtle fragments and to be inspired again. "

Jazz ’n’ More (Pirmin Bossart)


" The Norwegian Trio of pianist Carlo Maria Nartoni's classic trio, with bass and drums, in Syria (Unit), reveals an ability to get out happily from the shallows in which similar groups often act, expressions of the busiest formula of jazz, practicing the above mentioned improvisation as well as going through original compositions of the leader. To keep an eye on. "

L’Isola che non c’era (Alberto Bazzurro)


" Carlo's pianism is in the sign of complete control and dimension indicating a high level of musical maturity.
And yet, the mixture of the magical, surreal and surprise of this suggestive scenario leads one's imagination to an “explosion” in its tambourine like sound and freshness.

This is Nartoni's true style , the capacity to unite variety of atmosphere and sound but at the same time keeping to measure and constant control. Exactly like Paul Bley.
It is as if Nartoni loses himself in a kingdom of beauty and purity of his own and jazz is simply a channel to bring life to his world. "
 
Arrigo Cappelletti
(Jazz pianist and author of Paul Bley: The Logic of Chance)



 

" Sotto le dita di Carlo Maria Nartoni il pianoforte cessa di essere un unico strumento, si frantuma e si moltiplica in una infinità sfolgorante di aspetti. "

Arrigo Cappelletti


" ...il talento che possiede è forte e la sua musica generosa, aperta, coraggiosa. "

Alias (Mario Gamba)


" Syria è un riuscitissimo lavoro che fonde con molto equilibrio l'estetica nordeuropea, il lirismo compositivo e una grande libertà esecutiva,
...settantadue minuti di musica sempre cangiante e sorprendente. "

All About Jazz (Neri Pollastri)


" Il tocco di Nartoni è lirico, carico di storia che attinge tanto al jazz, quanto alla classica. "

Musica Jazz (Alceste Ayroldi)


" C'è il tocco leggero e sofisticato, il fraseggio lirico, l'immersione incondizionata e il senso della dinamica. Nartoni apre le stanze delle meraviglie di suoni lirici mantenendo sempre il controllo. Conosce il suo potenziale e non vuole esaurirlo prematuramente. Con accordi accattivanti genera ritmo o lascia maturare le melodie in cicli ricchi di atmosfera.
Si sente nell'album la concentrazione di un trio che si sta facendo coinvolgere. Si percepisce il rispetto dei musicisti per le libertà del momento, ma non si avverte alcuna esitazione. È un libero scambio di idee, che può sempre svilupparsi organicamente grazie a una spontanea fiducia di base. Il trio non gioca mai sull'eccesso, ma elabora le influenze jazzistiche, i timbri delicati e anche le tonalità più astratte in flussi costanti e ben dosati.(…)
È una ricca esperienza di ascolto. Con melodie sentite, inseguimenti di impulsi, giochi sonori e anche la volontà di fidarsi dello spazio tra i sottili frammenti e di essere di nuovo ispirati. "

Jazz ’n’ More (Pirmin Bossart)


" Il Norwegian Trio del pianista Carlo Maria Nartoni, trio classico, con basso e batteria, in Syria (Unit), rivela una capacità di uscire felicemente dalle secche in cui si trovano spesso ad agire gruppi analoghi, espressioni della formula più trafficata del jazz, praticando la succitata improvvisazione così come percorrendo composizioni originali del leader. Da tener d’occhio. "

L’Isola che non c’era (Alberto Bazzurro)


" Il pianismo di Carlo è all’insegna di un controllo e di una misura costanti e denota una grande maturità. Eppure la varietà magica, fantasmagorica, sorprendente degli scenari proposti può far pensare a una “esplosione” nella sua tambureggiante e fresca diversità o, ancora meglio, a una “Wunderkammer”, quelle “camere delle meraviglie” dove si raccoglievano dal XVI al XVIII secolo oggetti sorprendenti e inusuali.(…)

Questa è la vera cifra stilistica di Nartoni, la capacità di unire varietà di atmosfere e di sonorità e misura e controllo costanti. Proprio come in Paul Bley.(…)
E’ come se Nartoni si perdesse in un regno di bellezza e purezza tutto suo e il jazz gli servisse semplicemente a dare vita a questo suo mondo. "

Arrigo Cappelletti